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MOSTRE 2017-10-07T13:31:19+00:00

MOSTRE

Le mostre di quest’anno, selezionate e curate da Fortuna Todisco e da Sarah Mazzetti, vogliono dimostrare ai visitatori di PAW ⋄ CHEW ⋄ GO come l’illustrazione costruisce la nostra cultura visuale.

“Reparto Cose Illustrate”

Per la “sua” prima mostra, PAW ⋄ CHEW ⋄ GO ha voluto esporre una selezione di progetti di illustratori e realtà italiane che portano l’immagine illustrata su supporti quotidiani, oggetti con una propria funzione.
Abbiamo scelto delle “cose” con una destinazione d’uso specifica, ma che alla fine del loro processo produttivo hanno subito un ultimo magico passaggio, quello dell’illustrazione, che vi ha aggiunto un livello di lettura diverso, non più funzionale ma finalmente ludico, decorativo, a volte addirittura narrativo. Come a dire che sì, l’illustrazione è qualcosa di più del normale.

ARTISTI E OPERE IN MOSTRA
Marta Jorio porta su ceramica e telaio elementi formali e cromatici estrapolati da storie, paesaggi, esperienze; il progetto torinese Tarte Tatin trova la sua cifra stilistica nella realizzazione di indumenti in seta con pattern e decorazioni creati ad hoc da una selezione ristretta di illustratori; con Clodomiro, Olimpia e Miro Zagnoli giocano con l’immagine erotica su vari supporti, dalle t-shirt alle stoviglie; i foulard e le ceramiche di Chiara Terraneo portano nel quotidiano il suo segno distintivo che ci sembra reinterpretare oggi le tradizioni italiane di sempre; Cristina Amodeo trova un nuovo modo di ragionare su forma e colore nella tridimensionalità di vasi e contenitori; Giada Ricci gioca col minimalismo e rende il piccolo personaggio delle sue illustrazioni un simpatico elemento vitale in bianchissime scodelle di ceramica; Peso alle Immagini porta artisti e illustratori a confrontarsi con gli spazi sempre identici di piastrelle e piatti; immagini oniriche sono invece le protagoniste dei capi di abbigliamento firmati da Anna Resmini per Nivule + Pesci Rossi.

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“Zambesi”

Zambesi è una storia nata dalla collaborazione tra Paolo Cattaneo, alla scrittura, e Fabio Tonetto, ai disegni. Edito da Delebile.
Il sottobosco della città che contraddistingue i racconti di un autore incontra così le atmosfere sospese dei cartoon dell’altro. Ne nasce una straniante combinazione in cui gli adolescenti di Cattaneo diventano goffi pupazzi, simili a portachiavi gommosi degli anni novanta che si muovono per strade deserte.
In un gioco inquietante ed assurdo, le architetture della città vuota ricalcano i mausolei del cimitero di Torino, solo uno dei tanti elementi che rendono palpabile l’atmosfera di sottile disagio che permea gli immaginari di ciascuno dei due autori.
Le fissazioni e i dettagli che fanno dei loro stili due tra i più matti ma interessanti della loro generazione si fondono in una storia che è più della somma delle sue componenti, in cui tutti gli elementi delle storie di Cattaneo e dell’immaginario visivo di Tonetto raccontano un appuntamento dalla conclusione surreale che arriva inaspettata e scioccante, come Zambesi.

FABIO TONETTO
Fabio Tonetto è nato ad Alessandria.
I suoi lavori hanno trovato spazio su diverse fanzine e progetti (Amenità, Lök, Puck!, Delebile, collettivo mensa, A4GOD, WATT, Teiera, Bcomics, Retina, Costola ) e su magazine come Rolling Stone, Frigidaire, Barricate, Linus e Vice USA.
Il suo ultimo lavoro è il fumetto ” RUFOLO ” edito da Eris Edizioni.
Vive e lavora a Torino

PAOLO CATTANEO
Paolo Cattaneo, 1982, vive e lavora a Genova.
Dal 2013 collabora con Canicola e nel 2015 è uscito il suo libro a fumetti L’estate scorsa (Canicola Edizioni).
Nel 2017 è uscito il suo secondo libro per Canicola: Manuelone.
Attualmente sta lavorando al suo prossimo libro a fumetti.

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“L’Arte Maivista di Frigidaire”

Le immagini raccolte in questa piccola esposizione, un semplice saggio/assaggio dell’Arte Maivista di Frigidaire, sono quelle della serie speciale dei 13 poster stampati nel 1984 per raccogliere i segni e i colori di alcuni degli autori più significativi di Frigidaire fino a quel momento. Non rappresentano dunque tutta la produzione grafica e immaginativa della rivista, ma soltanto l’avvio che potremmo definire eroico della sua avventura estetica. Tuttavia questi poster storici sono significativi, perché dimostrano come sin dal principio fosse presente in Frigidaire la straordinaria varietà degli stili e dei segni che vennero poi raccolti nel 1985 da Andrea Pazienza e Vincenzo Sparagna sotto la beffarda definizione di Arte Maivista. Formula ironica che in un primo tempo, sulle pagine della rivista Frìzzer (vivace figlia di Frigidaire), venne pensata per spiegare le opere degli stessi suoi inventori e fondatori, Sparagna e Pazienza, ma che in seguito è divenuta la definizione più completa e puntuale per l’insieme dell’arte di Frigidaire, né alta, né bassa, popolare e d’élite, a suo agio nella strada come nei musei, nomade e cosmopolita, eternamente attuale come ogni vera arte, che è sempre maivista, poiché stupisce e accompagna chi la sa guardare oltre le buie frontiere del tempo e dello spazio.

FRIGIDAIRE
La rivista Frigidaire andò in edicola per la prima volta il 28 ottobre del 1980 diretta da Vincenzo Sparagna, che l’aveva anche ideata e fondata insieme ai cinque “ragazzi geniali” della rivista Cannibale, ovvero Stefano Tamburini (autore del rivoluzionario impianto grafico), Filippo Scozzari, Andrea Pazienza, Massimo Mattioli e Tanino Liberatore. Presto la straordinaria novità artistica e giornalistica del progetto frigideriano ne fece un polo d’attrazione irresistibile per le più brillanti intelligenze italiane e internazionali. Disegnatori, fotografi, scrittori, giornalisti, centinaia di autori e autrici, parteciparono a quella che si affermò come una delle più prestigiose testate culturali europee e mondiali, capace di rinnovarsi nei decenni e inglobare sempre nuove generazioni creative fino ad oggi. Tradotti e diffusi in molti paesi, i suoi fumetti e reportage sono divenuti un modello di riferimento stilistico e concettuale di valore universale. Tratto caratteristico di Frigidaire sin dal principio fu di incrociare e mettere in parallelo grafica e scrittura, idee e immagini, per raccontare in soggettiva e riscoprire, come scrisse Sparagna, “lo stupore del mondo” fuori di ogni pre/giudizio e ideologia, lontanissimi da quella montagna di luoghi comuni e falsità che egli definì nel 1986 “la commedia dell’informazione”. Innumerevoli sono state le invenzioni estetiche, le vicissitudini politiche, le avventure perfino temerarie e pericolose di Frigidaire, spesso perseguitata dal potere per la sua irriducibile autonomia. L’ultima, in ordine di tempo, è la creazione in Umbria nel 2006 della Repubblica di Frigolandia (www.frigolandia.eu), terra di Frigidaire e città dell’Arte Maivista, movimento immaginario inventato nel 1985 da Andrea Pazienza e Vincenzo Sparagna. In questo luogo magico tra i boschi, dove si trova un piccolo Museo, l’archivio storico e la redazione della rivista, Frigidaire, diretta sempre da Sparagna, ma dal 2007 con la decisiva collaborazione della disegnatrice e grafica romana Maila Navarra, continua il suo leggendario viaggio alla scoperta del futuro che è già arrivato.

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“Simeoni – Cinema e Grafica” a cura di Luca Siano

Sandro Simeoni, alias Symeoni alias Sym, è stato uno dei più importanti e
prolifici “cartellonisti” italiani. Pittore, illustratore e grafico ha dipinto per
quasi mezzo secolo disegnando affissioni cinematografiche (e non solo) per
le più importanti case di produzione italiane e straniere. “Per Un Pugno Di
Dollari”, “La Dolce Vita”, “Profondo Rosso”, “La Grande Abbuffata”, “I
Racconti Di Canterbury” sono solo alcuni dei circa 3000 titoli illustrati da
Sym. Un grande artista in continua evoluzione, trasformerà negli anni il suo
linguaggio ed il suo stile pittorico in grafico riuscendo spesso ad anticipare i
gusti e gli stilemi dell’epoca. Ancora oggi il suo segno distintivo continua ad
influenzare schiere di illustratori e grafici contemporanei tra cui è diventato
un vero e proprio cult.
In mostra per due giorni a Milano molti di questi capolavori protagonisti della
storia del cinema italiano e della grafica moderna.

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